Mutuo Liquidità – Significato e Definizione

Quando si parla di mutuo per liquidità si fa riferimento a una modalità di erogazione che permette un uso del denaro che viene concesso dalla banca o dall’istituto di credito non finalizzato per forza di cosa a un acquisto o alla ristrutturazione della casa. Chiaramente, il cliente dovrà fornire delle garanzie congrue alla somma richiesta. Non di rado vengono richieste ipoteche su immobili o altre proprietà che si possiedono. Sarà l’istituto di credito a decretare le garanzie accessorie necessarie per proteggersi da una insolvenza eventuale del debitore, garanzie che saranno stabilite anche sulla base del profilo creditizio del cliente e della sua solidità in termini economici.

Il mutuo per liquidità, comunque, permette di avere cifre paragonabili a quelle dei mutui classici, a differenza del prestito non finalizzato. Si tratta di somme che possono partire dai 30mila euro in su. Risulta evidente che l’immobile offerto come garanzia principale non deve già essere ipotecato. Ricordiamo che le finalità del mutuo per liquidità possono essere differenti. Esso deve essere interessato obbligatoriamente a una persona fisica, e sono escluse le attività commerciali e le società che potrebbero usarlo a fini esclusivamente speculativi. Le cifre che possono essere finanziate possono arrivare anche al milione di euro per quanto riguarda il tasso variabile. Di solito il limite è fissato rispetto al 70 % del valore di mercato della casa. La cifra finanziabile scende sensibilmente nel caso di tasso fisso. La durata della restituzione può iniziare dai cinque anni e arrivare ai quaranta. Il mutuo per liquidità, dunque, rappresenta un’opportunità soprattutto per chi possiede una casa non ipotecata, consentendo di ottenere prestiti da un minimo di 35mila euro fino a un massimo di un milione e mezzo.

Come detto, il finanziamento può andare a soddisfare diverse necessità, dall’acquisto di una casa alla ristrutturazione di un negozio, dal pagamento di un master al pagamento di un intervento medico, dall’acquisto di una barca al pagamento di un corso di istruzione. Il mutuo ha lo scopo di erogare liquidità. Risulta essere importante sottolineare che l’immobile che viene ipotecato deve essere un’abitazione civile: può anche trattarsi di immobili diversi dalla prima casa. Sono tassativamente esclusi gli investimenti di tipo speculativo, come già accennato, e il consolidamento di debiti.

Il mutuo per liquidità si basa su rate mensili. I requisiti per poter fare richiesta di questo tipo di mutuo sono i seguenti: è necessario avere una casa di proprietà, avere compiuto diciotto anni, essere cittadini con residenza italiana e ricevere un reddito dimostrabile. Il mutuo per liquidità è più diffuso di quanto si possa pensare, anche se nella realtà dei fatti se ne parla molto meno rispetto al mutuo immobiliare. La differenza con quest’ultimo è rappresentata dal fatto che il mutuo per liquidità non viene concesso per una finalità specifica.

Concludiamo segnalando che, complice anche la crisi economica internazionale che si ripercuote anche nel nostro Paese, sono sempre di più le persone che si rivolgono a questo tipo di mutuo. Il suggerimento principale, ovviamente, è quello di informarsi in maniera corretta e verificare tutte le condizioni prima di richiedere la concessione del mutuo.

Condividi:

Come Funziona il Prestito Auto

Acquistare un bene durevole come un’automobile può diventare uno sforzo economico non indifferente per molte famiglie. Risulta essere per questo motivo che i rivenditori di auto sia nuove che usate spesso mettono a disposizione dei propri clienti la possibilità di accedere a speciali forme di pagamento rateizzato.

In verità, in ogni modo, non è il rivenditore ad erogare il finanziamento, ma gli istituti di credito o le società finanziarie con le quali è associato, che finiscono quindi per considerare i rivenditori di automobili (così come altri negozianti appartenenti a numerose categorie) alla stregua di procacciatori di business.

Come avviare la pratica
Chi sta per acquistare un’automobile può effettuare il pagamento tramite rate mensili, con o senza anticipo iniziale o maxirata finale. Il rivenditore quindi si prende il carico dell’avvio di tutte le pratiche per la concessione del finanziamento e della loro trasmissione all’istituto di credito o alla finanziaria con cui è convenzionato. L’istituto o la finanziaria in seguito valutano la pratica e decidono se accettare o meno la richiesta di finanziamento all’acquirente del rivenditore affiliato.

Le rate
Al momento dell’accettazione della richiesta di finanziamento l’istituto creditizio o la finanziaria che concedono il credito erogano al rivenditore la somma dovuta per l’acquisto dell’auto, che solitamente si deve aggirare intorno all’85% del valore dell’auto, anche se ci sono alcune finanziarie che arrivano a coprire il valore intero al 100%. Chi ha acquistato l’auto ha quindi l’obbligo di versare ogni mese, e secondo le modalità previste dal contratto, la rata pattuita direttamente all’istituto di credito o alla finanziaria che hanno erogato il prestito.

Estinzione anticipata
Le nostre leggi consentono ai debitori di estinguere un finanziamento prima della data concordata al momento dell’avvio della pratica. In questo caso l’istituto creditizio o la finanziaria che hanno erogato la somma riscuotono il residuo da pagare e gli interessi, che vengono calcolati secondo le leggi fiscali attualmente in atto.

Come Funziona il Prestito Casa

I prestiti casa, che fanno parte del credito al consumo ma lasciano a chi li richiede assoluta libertà riguardo all’impiego della somma ricevuta, costituiscono un’ottima occasione per rinnovare la casa che già si possiede. Solitamente questo tipo di finanziamento viene richiesto per effettuare una ristrutturazione ma anche per l’acquisto dell’arredamento e degli elettrodomestici di cui si può aver bisogno e puòavvalersi di tassi di un tasso di interesse più vantaggiosi rispetto a quelli che si possono trovare nelle proposte di credito al consumo.

Globale o frammentato
Quando si stipula un prestito casa si ha la possibilità di scegliere un finanziamento che vada a coprire tutte le spese della ristrutturazione o un prestito specifico per una determinata spesa. Solitamente il primo tipo di prestito viene preferito da chi desidera ristrutturare un’abitazione nella sua totalità, partendo quindi da zero. Il secondo tipo di prestito è invece dedicato a chi desidera rinnovare o ristrutturare una specifica parte della casa, ad esempio i complementi d’arredo o gli elettrodomestici.

Vantaggi
Il vantaggio principale del prestito casa consiste nel fatto che per richiederlo e ottenerlo non serve presentare ipoteche per la garanzia, e se si decide di richiedere un prestito casa tramite la modalità della cessione del quinto dello stipendio o della pensione o come prestito personale, ci si può avvantaggiare di tassi di interesse decisamente più vantaggiosi rispetto a quelli proposti dalle banche.

A chi è rivolto
Il prestito casa può essere richiesto per qualsiasi categoria di lavoratore così come dai pensionati che abbiano un reddito dimostrato e possano garantire di poterlo rimborsare nei tempi e nelle modalità previste. Solitamente questo tipo di finanziamento prevede rate per un massimo di 120 mesi con la possibilità, se si può e se si desidera, di estinguerlo in modo anticipato.

Contributo Unificato – Significato e Definizione

Per contributo unificato si intende una tassa sulle cause amministrative e civili da pagare all’inizio del procedimento giudiziario, nel momento in cui si deposita la causa in tribunale.
Al momento dell’iscrizione a ruolo è necessario avere a disposizione la ricevuta del pagamento della tassa per fare in modo che il cancelliere del tribunale in cui viene depositato l’atto, lo iscriva a ruolo, attaccandola al fascicolo a dimostrazione che la procedura è iniziata al momento del pagamento.

La ricevuta che resta a chi ha iscritto la causa, invece, va conservata e sarà poi deducibile in fase di dichiarazione dei redditi. Per comodità, il contributo viene in genere versato dall’avvocato che rappresenta la parte.
Dal punto di vista pratico la ricevuta è un bollettino (tipo quelli postali) diviso in tre parti, che va compilato indicando nella causale il procedimento che va in parte a compensare. Si tratta in pratica di spese legate alla gestione della macchina della giustizia, e varia in proporzione al valore della causa, ma il suo importo massimo non può superare i 1.221 euro per cause da 520 mila euro in su. Gli altri importi sono a scendere, e il valore minimo è di 33 per cause previste fino a 1.000 euro.

Il contributo unificato varia sempre in base al valore ma anche al tipo di causa nella quale si intende procedere. Per quanto riguarda le cause ordinarie si fa riferimento ad una tabella che indica il tipo di causa e il valore. Per quanto attiene invece il ricorso al TAR, la somma da versare è unica, pari a 500 euro, e spesso non giustificabile in merito al servizio reso, che di solito riguarda cause di valore inferiore.
La sua disciplina è determinata dalle norme contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002.
Ci sono casi in cui si è soggetti ad esenzione, come quelle in materia di divorzio e separazioni consensuali e contenziosi, o per le questioni inerenti al diritto di famiglia, o per i ricorsi per modifica delle condizioni. Altre situazioni di esenzione sono quella per i ricorsi per equa riparazione e quella per i ricorsi contro le sanzioni amministrative. Per qualsiasi ammissione al beneficio del patrocino a spese da parte dello Stato, e riguardanti qualsiasi procedimento, invece, non si è tenuti a versare il contributo unificato.

L’iniziativa legislativa andata persa nel tempo era inizialmente quella di introdurre il contributo unificato al fine di eliminare le marche da bollo e riunire le tasse sulle cause in un pagamento unico. Ancora oggi, al momento dell’iscrizione a ruolo, bisogna depositare, insieme al contributo unificato, una marca da bollo da 8 euro, al quale ne vanno aggiunte altre per notifica.
In aggiunta, lo stesso è aumentato con il passare degli anni, e con l’alternarsi dei governi, rendendo sempre più iniqua la proporzione tra i tempi di svolgimento del processo e dei diritti del cittadino e il pagamento di una tassa che, in realtà, sembra essere piuttosto un’imposta.

Come Compilare il Modello Unico

Risulta essere tempo di dichiarazioni dei redditi ed ogni contribuente è chiamato a denunciare i propri redditi.
Ci sono diversi modelli e dichiarazioni e vengono molte volte i dubbi sul modello che dobbiamo usare per la dichiarazione dei redditi.
Ci sono diversi modelli il 730, il 770, il modello Unico e molto altro.
Il Modello Unico nasce per le dichiarazioni dei redditi e per la dichiarazione annuale dell’IVA.
Ci sono 2 modelli Unico, uno si chiama Modello Unico mini e l’altro Modello Unico.

In entrambi i casi vanno dichiarati i redditi dell’anno e fino a qui niente di nuovo.
Ora vi darò delle indicazioni sulla compilazione del Modello Unico visto che non è assolutamente difficile.

Il modello Unico è suddiviso in 3 fascicoli ed è un modello semplice da compilare.
Partiamo nel spiegare il fascicolo 1 del Modello Unico.
Nel primo fascicolo vanno indicati tutti i dati che identificano il contribuente e sono nome, cognome, codice fiscale ecc.
Poi vanno indicati redditi dei terreni, redditi dei fabbricati, redditi di lavoro dipendenti e assimilati, oneri e spese, calcolo dell’IRPEF, addizionali all’IRPEF, crediti d’imposta, compensazioni e rimborsi e rimborso produttività.
Questa è la parte iniziale ma nel secondo fascicolo è riservato ad indicare investimenti all’estero e amministratori di condominio.
Mentre nel fascicolo 3 devono essere indicati gli altri redditi e poi ci sono le istruzioni per la dichiarazione dell’IVA.

Il Modello Unico Mini è indicato per quei contribuenti con un reddito derivante da lavoro dipendente e aventi terreni e fabbricati.
Mentre il Modello unico normale è sempre per quei contribuenti ma titolare di partita IVA.
Se avete delle difficoltà nel compilare il Modello Unico vi consiglio di rivolgervi ad un CAF abilitato per fare in modo che vi dia il giusto aiuto e a giusta assistenza.
Io ogni hanno compilo il Modello Unico per la mia dichiarazione dei redditi e non ho mai avuto problemi.
Non avendo un reddito fisso per dichiarare ho dovuto usare il modello unico che mi è stato consigliato dal CAF dove inizialmente mi rivolgevo, ora invece il modello unico me lo faccio da solo.
Le prime volte ho richiesto l’assistenza di un CAF abilitato ma poi con gli anni è stato semplice e allo stesso tempo facile.
Poi presentare il Modello Unico è completamente gratuito e visto che è un precompilato.
I vantaggi sono molti ed oltre ad essere semplice e gratuito.

Risulta essere una versione semplificata della normale dichiarazione dei redditi e è indicato a tutte quelle situazioni reddituali che non sono complesse.
Poi se si ha paura di compilare il Modello Unico si può anche andare all’Agenzia delle Entrate che vi presterà assistenza dandovi consigli e indicazioni.
Se non si ha un reddito fisso questo è il modello giusto per dichiarare i redditi.

Rivolgersi ad un CAF per la compilazione del Modello Unico se non si ha esperienza è la scelta migliore.