Come Funziona il Prestito Casa

I prestiti casa, che fanno parte del credito al consumo ma lasciano a chi li richiede assoluta libertà riguardo all’impiego della somma ricevuta, costituiscono un’ottima occasione per rinnovare la casa che già si possiede. Solitamente questo tipo di finanziamento viene richiesto per effettuare una ristrutturazione ma anche per l’acquisto dell’arredamento e degli elettrodomestici di cui si può aver bisogno e puòavvalersi di tassi di un tasso di interesse più vantaggiosi rispetto a quelli che si possono trovare nelle proposte di credito al consumo.

Globale o frammentato
Quando si stipula un prestito casa si ha la possibilità di scegliere un finanziamento che vada a coprire tutte le spese della ristrutturazione o un prestito specifico per una determinata spesa. Solitamente il primo tipo di prestito viene preferito da chi desidera ristrutturare un’abitazione nella sua totalità, partendo quindi da zero. Il secondo tipo di prestito è invece dedicato a chi desidera rinnovare o ristrutturare una specifica parte della casa, ad esempio i complementi d’arredo o gli elettrodomestici.

Vantaggi
Il vantaggio principale del prestito casa consiste nel fatto che per richiederlo e ottenerlo non serve presentare ipoteche per la garanzia, e se si decide di richiedere un prestito casa tramite la modalità della cessione del quinto dello stipendio o della pensione o come prestito personale, ci si può avvantaggiare di tassi di interesse decisamente più vantaggiosi rispetto a quelli proposti dalle banche.

A chi è rivolto
Il prestito casa può essere richiesto per qualsiasi categoria di lavoratore così come dai pensionati che abbiano un reddito dimostrato e possano garantire di poterlo rimborsare nei tempi e nelle modalità previste. Solitamente questo tipo di finanziamento prevede rate per un massimo di 120 mesi con la possibilità, se si può e se si desidera, di estinguerlo in modo anticipato.

Contributo Unificato – Significato e Definizione

Per contributo unificato si intende una tassa sulle cause amministrative e civili da pagare all’inizio del procedimento giudiziario, nel momento in cui si deposita la causa in tribunale.
Al momento dell’iscrizione a ruolo è necessario avere a disposizione la ricevuta del pagamento della tassa per fare in modo che il cancelliere del tribunale in cui viene depositato l’atto, lo iscriva a ruolo, attaccandola al fascicolo a dimostrazione che la procedura è iniziata al momento del pagamento.

La ricevuta che resta a chi ha iscritto la causa, invece, va conservata e sarà poi deducibile in fase di dichiarazione dei redditi. Per comodità, il contributo viene in genere versato dall’avvocato che rappresenta la parte.
Dal punto di vista pratico la ricevuta è un bollettino (tipo quelli postali) diviso in tre parti, che va compilato indicando nella causale il procedimento che va in parte a compensare. Si tratta in pratica di spese legate alla gestione della macchina della giustizia, e varia in proporzione al valore della causa, ma il suo importo massimo non può superare i 1.221 euro per cause da 520 mila euro in su. Gli altri importi sono a scendere, e il valore minimo è di 33 per cause previste fino a 1.000 euro.

Il contributo unificato varia sempre in base al valore ma anche al tipo di causa nella quale si intende procedere. Per quanto riguarda le cause ordinarie si fa riferimento ad una tabella che indica il tipo di causa e il valore. Per quanto attiene invece il ricorso al TAR, la somma da versare è unica, pari a 500 euro, e spesso non giustificabile in merito al servizio reso, che di solito riguarda cause di valore inferiore.
La sua disciplina è determinata dalle norme contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002.
Ci sono casi in cui si è soggetti ad esenzione, come quelle in materia di divorzio e separazioni consensuali e contenziosi, o per le questioni inerenti al diritto di famiglia, o per i ricorsi per modifica delle condizioni. Altre situazioni di esenzione sono quella per i ricorsi per equa riparazione e quella per i ricorsi contro le sanzioni amministrative. Per qualsiasi ammissione al beneficio del patrocino a spese da parte dello Stato, e riguardanti qualsiasi procedimento, invece, non si è tenuti a versare il contributo unificato.

L’iniziativa legislativa andata persa nel tempo era inizialmente quella di introdurre il contributo unificato al fine di eliminare le marche da bollo e riunire le tasse sulle cause in un pagamento unico. Ancora oggi, al momento dell’iscrizione a ruolo, bisogna depositare, insieme al contributo unificato, una marca da bollo da 8 euro, al quale ne vanno aggiunte altre per notifica.
In aggiunta, lo stesso è aumentato con il passare degli anni, e con l’alternarsi dei governi, rendendo sempre più iniqua la proporzione tra i tempi di svolgimento del processo e dei diritti del cittadino e il pagamento di una tassa che, in realtà, sembra essere piuttosto un’imposta.

Come Compilare il Modello Unico

Risulta essere tempo di dichiarazioni dei redditi ed ogni contribuente è chiamato a denunciare i propri redditi.
Ci sono diversi modelli e dichiarazioni e vengono molte volte i dubbi sul modello che dobbiamo usare per la dichiarazione dei redditi.
Ci sono diversi modelli il 730, il 770, il modello Unico e molto altro.
Il Modello Unico nasce per le dichiarazioni dei redditi e per la dichiarazione annuale dell’IVA.
Ci sono 2 modelli Unico, uno si chiama Modello Unico mini e l’altro Modello Unico.

In entrambi i casi vanno dichiarati i redditi dell’anno e fino a qui niente di nuovo.
Ora vi darò delle indicazioni sulla compilazione del Modello Unico visto che non è assolutamente difficile.

Il modello Unico è suddiviso in 3 fascicoli ed è un modello semplice da compilare.
Partiamo nel spiegare il fascicolo 1 del Modello Unico.
Nel primo fascicolo vanno indicati tutti i dati che identificano il contribuente e sono nome, cognome, codice fiscale ecc.
Poi vanno indicati redditi dei terreni, redditi dei fabbricati, redditi di lavoro dipendenti e assimilati, oneri e spese, calcolo dell’IRPEF, addizionali all’IRPEF, crediti d’imposta, compensazioni e rimborsi e rimborso produttività.
Questa è la parte iniziale ma nel secondo fascicolo è riservato ad indicare investimenti all’estero e amministratori di condominio.
Mentre nel fascicolo 3 devono essere indicati gli altri redditi e poi ci sono le istruzioni per la dichiarazione dell’IVA.

Il Modello Unico Mini è indicato per quei contribuenti con un reddito derivante da lavoro dipendente e aventi terreni e fabbricati.
Mentre il Modello unico normale è sempre per quei contribuenti ma titolare di partita IVA.
Se avete delle difficoltà nel compilare il Modello Unico vi consiglio di rivolgervi ad un CAF abilitato per fare in modo che vi dia il giusto aiuto e a giusta assistenza.
Io ogni hanno compilo il Modello Unico per la mia dichiarazione dei redditi e non ho mai avuto problemi.
Non avendo un reddito fisso per dichiarare ho dovuto usare il modello unico che mi è stato consigliato dal CAF dove inizialmente mi rivolgevo, ora invece il modello unico me lo faccio da solo.
Le prime volte ho richiesto l’assistenza di un CAF abilitato ma poi con gli anni è stato semplice e allo stesso tempo facile.
Poi presentare il Modello Unico è completamente gratuito e visto che è un precompilato.
I vantaggi sono molti ed oltre ad essere semplice e gratuito.

Risulta essere una versione semplificata della normale dichiarazione dei redditi e è indicato a tutte quelle situazioni reddituali che non sono complesse.
Poi se si ha paura di compilare il Modello Unico si può anche andare all’Agenzia delle Entrate che vi presterà assistenza dandovi consigli e indicazioni.
Se non si ha un reddito fisso questo è il modello giusto per dichiarare i redditi.

Rivolgersi ad un CAF per la compilazione del Modello Unico se non si ha esperienza è la scelta migliore.

Come Compilare il Modello F24

Sono ormai molti che gli italiani per eseguire il pagamento d’imposte e tasse compila il famoso Modello F24.

Questo modello è utilizzato sia dalle aziende o i possessori di piccole attività commerciali, in pratica tutti quelli che possiedono una partita Iva, sia dalle persone fisiche.

I primi utilizzano questo modello per il pagamento di tasse e imposte, per il versamento di contributi sia Inps che Inail o Irpef, per il versamento dell’Iva o per effettuare delle compensazioni con altri crediti vantati nei confronti dello Stato.

Le persone fisiche utilizzano questo modello in maniera sporadica, soprattutto in occasione di versamento di imposte determinate dalla compilazione del modello Unico o modello 730.

La compilazione non richiede conoscenze particolari, ma è importante inserire con attenzione tutti i dati.

Il primo passo per la compilazione è l’inserimento dei dati personali o identificativi dell’attività commerciale, nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza anagrafica e codice fiscale sono richiesti per le persone fisiche mentre chi gestisce un’attività commerciale, deve inserire nella parte anagrafica oltre alla denominazione aziendale, indirizzo e partita Iva.

Dopo aver ultimato la compilazione della parte anagrafica, si passa alle varie sezioni tributi che richiedono l’inserimento di codici rilevabili direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Non c’è possibilità di errore giacché ogni codice indica un solo tributo.

Compilare il modello F24 non difficile, ma è necessaria molto attenzione nell’utilizzare i codici giusti.

I modelli F24 sono distribuiti gratuitamente da tutti gli istituti di credito e dalle poste italiane, possono essere presentati manualmente oppure essere compilati e inviati telematicamente a cura del contribuente o tramite il proprio consulente.

Mi capita molto spesso di compilare questo modello sia per motivi personali sia lavorativi, non ho mai avuto alcun problema in fase di compilazione sia manuale sia telematicamente.

Trovo molto utile questo modello soprattutto telematico perché di evitare le lunghe code presso gli sportelli postali e bancari, un vantaggio per i contribuenti che in questo modo non aggiungono altro stress ai giorni in cui si versa.

Risulta essere necessario compilare il modello F24 anche quando si è creditori nei confronti dello Stato e si deve versare qualche tributo, per la compensazione è meglio lasciare una traccia fisica.

Chi compie il pagamento con questo modello, risparmia le spese postali, l’euro e poco più del bollettino postale non va pagato.
Questo modello ha semplificato la vita dei contribuenti che in passato erano costretti a districarsi tra i tanti modelli in circolazione, inoltre la semplificazione del F24 riduce al minimo il rischio d’errore, i dati giungono agli uffici competenti con rapidità rendendo semplice un’eventuale rettifica di errori.

A rispondere su eventuali dubbi per la compilazione c’è il sito dell’Agenzia delle Entrate che offre una guida valida alla compilazione del modello.

Protestati e Cattivi Pagatori – Differenze

Nelle offerte di prestito online possiamo incontrare anche i prestiti personali ideati per quei soggetti che sono iscritti al Crif o come protestati o come cattivi pagatori.

Risulta essere importante specificare che questi due stati sono differenti tra loro, è bene specificarlo perché per la maggioranza della popolazione è poco informata in materia e pensa che protestato o cattivo pagatore siano la stessa cosa.

Il protesto è per definizione esatta “quel soggetto che emette titoli di credito, come assegni bancari, vaglia cambiari, tratte o cambiali, che non vengono poi coperti nel momento della loro scadenza”.

Risulta essere nel momento di non copertura economica che la banca o l’azienda creditrice avviano le pratiche per la pubblicazione del mancato pagamento di tali titoli e portando così il soggetto ad essere identificato come protestato.

Dall’altra parte il cattivo pagatore è quel soggetto che, in modo saltuario o totale, ritarda nel pagamento delle rate di rimborso del finanziamento.

Come detto all’inizio nel mondo dei prestiti online e tradizionali esistono dei finanziamenti ideati ad hoc per questi soggetti e sono denominati, a seconda del caso in questione, prestiti personali cattivi pagatori oppure prestiti per protestati. I modi per ottenere questi prestiti sono due

La cessione del quinto dello stipendio. Risulta essere il caso in cui il richiedente è attualmente un lavoratore dipendente e di conseguenza i disguidi passati non vengono presi in considerazione.
Attraverso la cancellazione dal registro della Crif dei protesti o dei cattivi pagatori. Per ottenere questa cancellazione è necessario obbligatoriamente regolarizzare i debiti insoluti ed attendere i tempi di riabilitazione.
I tempi di riabilitazione per accedere ai prestiti personali cattivi pagatori o protestati sono i seguenti : 12 mesi prima di regolarizzare un ritardo di pagamento di 2 rate; 24mesi per ritardi di oltre 2 rate; 36 mesi dalla data di termine del contratto per ritardi molto gravi.
Sperando che queste delucidazioni maggiori abbiano chiarito un po’ le idee a chi nel settore ignorava la differenza tra cattivi pagatori e protestati e che per di più è cattivo pagatore o protestato.