Protestati e Cattivi Pagatori – Differenze

Nelle offerte di prestito online possiamo incontrare anche i prestiti personali ideati per quei soggetti che sono iscritti al Crif o come protestati o come cattivi pagatori.

Risulta essere importante specificare che questi due stati sono differenti tra loro, è bene specificarlo perché per la maggioranza della popolazione è poco informata in materia e pensa che protestato o cattivo pagatore siano la stessa cosa.

Il protesto è per definizione esatta “quel soggetto che emette titoli di credito, come assegni bancari, vaglia cambiari, tratte o cambiali, che non vengono poi coperti nel momento della loro scadenza”.

Risulta essere nel momento di non copertura economica che la banca o l’azienda creditrice avviano le pratiche per la pubblicazione del mancato pagamento di tali titoli e portando così il soggetto ad essere identificato come protestato.

Dall’altra parte il cattivo pagatore è quel soggetto che, in modo saltuario o totale, ritarda nel pagamento delle rate di rimborso del finanziamento.

Come detto all’inizio nel mondo dei prestiti online e tradizionali esistono dei finanziamenti ideati ad hoc per questi soggetti e sono denominati, a seconda del caso in questione, prestiti personali cattivi pagatori oppure prestiti per protestati. I modi per ottenere questi prestiti sono due

La cessione del quinto dello stipendio. Risulta essere il caso in cui il richiedente è attualmente un lavoratore dipendente e di conseguenza i disguidi passati non vengono presi in considerazione.
Attraverso la cancellazione dal registro della Crif dei protesti o dei cattivi pagatori. Per ottenere questa cancellazione è necessario obbligatoriamente regolarizzare i debiti insoluti ed attendere i tempi di riabilitazione.
I tempi di riabilitazione per accedere ai prestiti personali cattivi pagatori o protestati sono i seguenti : 12 mesi prima di regolarizzare un ritardo di pagamento di 2 rate; 24mesi per ritardi di oltre 2 rate; 36 mesi dalla data di termine del contratto per ritardi molto gravi.
Sperando che queste delucidazioni maggiori abbiano chiarito un po’ le idee a chi nel settore ignorava la differenza tra cattivi pagatori e protestati e che per di più è cattivo pagatore o protestato.

Come Aprire un Franchising

Il franchising, è una formula commerciale che consente ad un imprenditore di aprire il proprio business impiegando il know how accumulato e ‘perfezionato’ nel tempo da un soggetto chiamato franchisor che detiene il marchio e la formula imprenditoriale e mette a disposizione dell’affiliato tutto questo per consentirgli di aprire la propria attività in un settore nuovo, fornendogli tutto il supporto necessario partendo dalla fase di avvio sino a quella di gestione ordinaria.

Il franchising ha consentito in passato a lungimiranti imprenditori di avviare alcuni business importanti in tempi abbastanza limitati grazie a questa formula che ha permesso l’espansione del business in maniera rapida rispetto alle modalità.

In questa formula, sostanzialmente ci sono due soggetti (il franchisor e l’affiliato) legati da un contratto (di franchising) e che prevede delle ‘formulazioni personalizzate’ che variano da settore e settore ed in base all’azienda franchisor.

Conviene aprire in franchising.
Su questo punto, dedicheremo parecchio spazio nelle prossime puntate, sia verificando le criticità che le opportunità reali presenti ma anche attraverso una serie di esempi concreti relativi ad imprenditori che hanno operato in questo campo.

Quale attività aprire.
Questa domanda, non è solo legata al franchising(come formula imprenditoriale) ma riguarda nel complesso l’analisi delle opportunità presenti sul mercato, i segmenti più redditizi, le aree in cui avviare la specifica impresa e le risposte che vengono dal mercato.
Insomma : se un settore non ha futuro, difficilmente, aprendo quel tipo di attività in franchising si riusciranno a capovolgere le cose.

L’aspirante affiliato (che è di fatto anche l’aspirante imprenditore) deve agire contemporaneamente su due fronti :
la valutazione legata al tipo di attività specifica che sta considerando di aprire, indipendentemente dal franchisor che la propone.
Cioè, occorre capire se vi sono reali spazi per avviare e gestire con successo quel tipo di attività.

Se ad esempio si sta valutando di aprire un negozio di sigarette elettroniche in franchising od un negozio di compro oro, prima di tutto, bisogna rendersi conto se vale la pena aprire quel tipo di negozio in quell’area (geografica) che si sta valutando. In concreto, bisogna rispondere alla domanda
‘vale la pena aprire questa attività in quella determinata zona?’

L’analisi della proposta contrattuale del franchisor nel suo complesso, compresa la formula commerciale che è prevista per la gestione di quello specifico business.

Ad esempio, per quanto riguarda il contratto di affiliazione, occorre capire se quest’ultimo prevede oneri particolarmente ‘pesanti’ nei confronti dell’affiliato, sia dal punto di vista economico/finanziario, sia per i limiti posti alla ‘libertà di azione’ dell’imprenditore, compresa la possibilità di recesso dal contratto, quindi, l’uscita dell’affiliato dalla Rete commerciale.

Dal punto di vista della funzionalità della formula imprenditoriale, bisogna invece capire se la proposta del franchisor contiene reali elementi di : novità, fattibilità, un rapporto costo/prestazioni valido, se la zona o le zone libere per poter avviare l’attività sono ‘commercialmente interessanti’(talvolta, le aree ancora libere non sono sempre in grado di garantire un vero vantaggio per l’affiliato), ecc..

Da questa prima breve presentazione, ci siamo resi conto che avviare un’attività in franchising (qualunque essa sia), richiede perlomeno una base minima di competenze utili ad affrontare una serie di azioni.

Evoluzione delle Riserve dell’Oro

Le banche centrali, in questi ultimi anni, si sono messe ad acquistare significative quantità di metallo giallo.

L’FMI – Fondo Monetario Internazionale – indica che la quantità d’oro stoccata nelle casseforti delle istituzioni finanziarie non é mai stata così importante.

Questo oro costituisce per questi stati una piattaforma di sicurezza che permette di fare fronte alla crisi.

È per questo che le banche centrali degli stati con economie così dette emergenti si sono messi in questi ultimi anni ad acquistare sempre più metallo prezioso.

Secondo il WGC – Consiglio Mondiale dell’Oro – Mosca ha ordinato 15,5 tonnellate d’oro dopo aver già aggiunto, nel 2011, 94 tonnellate di metallo ai suoi stock valutati attualmente a 911 tonnellate.

La Cina figura anch’essa nella lista dei grandi acquirenti del metallo giallo del pianeta con 1.054 tonnellate d’oro in stock.

L’oro rimane un valore rifugio
Gli specialisti del mercato dei prodotti di base spiegano che l’interesse crescente per il metallo giallo ha un rapporto con l’evoluzione della situazione economica planetaria. Con le incertezze che aleggiano sul mercato, tanto i tecnici che progettano le politiche economiche degli stati che gli investitori cercano di costituirsi una riserva d’oro, che è un prodotto borsistico più sicuro.

L’oro ritrova quindi più che mai il suo statuto di valore rifugio.

In un’epoca in cui gli attivi dinamici e le principali monete come il dollaro perdono valore, l’acquisto di metallo prezioso registra un forte aumento. I detentori di attivi oro sono meglio protetti contro i rischi inflazionistici.

Considerato come una moneta universale di scambio, l’oro può servire per regolare tutte le transazioni che si appoggiano sui prodotti di base, quali che siano le circostanze. Inoltre, questa materia prima rimane anche un segnale di ricchezza e di potenza.

L’oro, un attivo destinato ad acquistare valore
L’oro si rivela quindi un attivo molto poco rischioso. Gli specialisti dei prodotti di base affermano che questo metallo prezioso registra alcune volte delle fluttuazioni, soprattutto quando il dollaro raggiunge delle vette – un’eventualità sempre più rara in questi ultimi mesi. A lungo termine, l’attivo oro può soltanto acquistare valore. Il metallo prezioso va a meraviglia quando il tasso d’interesse reale è al suo livello più basso o quando è nullo. A titolo indicativo, si può ricordare che il valore di questo prodotto di base si è fortemente rivalutato nel periodo tra 2000 e 2012.

L’altro fattore che fa sì che l’oro possa soltanto apprezzarsi ha un rapporto con la rarità di questo materiale. Le produzioni di oro provenienti dalle miniere, infatti, non bastano a rispondere alla richiesta crescente del mercato. Gli attori della filiera sono anche coscienti che la quantità di minerali d’oro ancora sfruttabili nel mondo non va oltre le 50.000 tonnellate

Come Aprire un Noleggio Bici

Aprire un noleggio di bici rientra in quelle ‘imprese di servizi’ che operano prevalentemente in zone a forte presenza turistica.

Il boom di vendite di biciclette e la crescita delle aree chiuse al traffico in tutte le città del nostro Paese, sta cambiando le abitudini di milioni di cittadini italiani ma anche di moltissimi stranieri che giungono in Italia in vacanza.

L’attività in genere si compone di due parti
una zona (o più aree) in cui le biciclette vengono messe a disposizione dei potenziali clienti.
un magazzino laboratorio in cui è possibile effettuare le riparazioni e conservare i pezzi di ricambi, gli attrezzi e le biciclette inutilizzate.

Tra gli aspetti che vanno verificati prima di avviare un’attività simile, troviamo :
la scelta della località in cui aprire l’impresa.
Non tutte i luoghi presentano le medesime opportunità e questo, può dipendere da vari fattori.
Spetta al futuro imprenditore, valutare la fattibilità della location.

Come in ogni tipo di business, occorre verificare quali sono i concorrenti (diretti ed indiretti) e ‘pesare’ la loro efficacia, analizzare i punti di forza e di debolezza dei vari offerenti e farsi così un’idea più precisa di come poi impostare il proprio business.

Studiare la concorrenza è utile anche capire come direzionare nella maniera giusta il proprio progetto, evitando gli errori già commessi dagli altri e magari, trovare idee nuove da proporre per diversificarsi ed occupare spazi lasciati liberi dai competitor.

Quantificare il mercato.
Provare a definire un potenziale giro di affari, è basilare.
Identificare i clienti, il numero teorico, la capacità di spesa, ecc..
Anche l’ampiezza geografica del mercato, serve a capire come ‘posizionare’ i propri prodotti (le biciclette da noleggiare).

Quanti soldi occorre investire?
Fare un elenco delle voci che bisogna affrontare.
Quali sono i costi ordinari.
Si fa riferimento agli oneri ed alle spese mensili anche se poi, potrebbero sorgere costi improvvisi (straordinari).

Dopo avere verificato una serie di questioni che verranno inserite nel business plan, bisogna definire il progetto in ogni dettaglio, adattandolo alla realtà in cui si andrà ad operare.

Non esistono ‘progetti fotocopia’, bensì, ci sono linee guida generali che in base al contesto in cui si opera, vanno adattandosi.

Quindi, lo studio della realtà locale (il mercato nello specifico) è importantissimo per la riuscita del business.

Introdurre elementi di novità, andando a coprire dei gap presenti, è una buona idea che permette di offrire una proposta ‘nuova’ rispetto ai concorrenti che già sono presenti.

Cosa Sono i Certificati Aurei

I certificati aurei sono stati utilizzati dal 1882 al 1933 negli Stati Uniti come alternativa alla carta moneta. Ognuno di questi certificati corrisponde ad un titolo su una determinata quantità d’oro. Nel 1933 la pratica del riacquisto di questi certificati in monete d’oro è stata revocata dal governo americano. I certificati sono stati quindi ritirati dalla circolazione a profitto della moneta tradizionale. Oggi sono molto rari e appartengono solo a dei collezionisti.

La storia dell’origine dei certificati aurei negli altri paesi è piuttosto vaga. Contrariamente ai buoni degli Stati Uniti che hanno cominciato ad essere stampati nel 1865, sono stati autorizzati in virtù della legge del 3 marzo 1863. I primi certificati non riportano un numero di serie e sono stati datati a mano in occasione della loro emissione. Il principio di emissione consisteva nel fatto che il governo conservava l’equivalente in oro del valore indicato e i primi certificati promettevano di pagare questo ammontare all’unico depositario che era esplicitamente identificato sul certificato stesso. Un’aquila appare fai sistematicamente sulle prime emissioni. Sulle serie seguenti (quelle del 1870, 1871 e 1875) figurano diversi ritratti di personaggi storici. Il retro di questi certificati era vergine o riportava dei disegni astratti. L’unica eccezione era il certificato da 20$ del 1865 che riportava l’immagine di una moneta da 20$ d’oro.

La prima serie di certificati pagabili al portatore è apparsa nel 1882. Poiché non erano più nominativi, questi certificati erano trasferibili e chiunque poteva riacquistarli per l’equivalente in oro. È il caso di tutte le serie emesse a partire da questa data eccetto le serie del 1888, 1900 e 1934. Queste ultime sono state consegnate a dei depositari privati come in precedenza. Le serie del 1882 riportavano gli stessi ritratti delle serie del 1875 ma con un disegno sul verso diverso, con una serie di aquile e un lavoro grafico complesso.

Il fronte di tutti i certificati aurei dal 1870 al 1882 inalberava il ritratto, a sinistra o a destra, con la denominazione sull’altro lato. La parte centrale, invece, conteneva i nomi e le firme.

A partire dal 1905 si vedono apparire delle serie che riportano dei numeri di serie negli angoli.

I certificati aurei sono sempre stati editati in due dimensioni, una grande e una piccola. I colori, da parte loro, sono stati cambiati spesso, passando dal verde del 1928 all’arancio del 1934. A partire dal 1934 la menzione “come autorizzato dalla legge” fa la sua comparsa sui certificati. Il riacquisto è quindi riservato ad alcune entità. L’espressione “in monete d’oro” viene soppressa anch’essa a causa delle variazioni dei prezzi fissati dal governo.

Oggi questi certificati aurei servono prima di tutto agli investitori che possono così possedere dell’oro senza detenerlo fisicamente. Questi certificati sono emessi principalmente dalle banche private che conservano l’oro fisicamente e consegnano così ai detentori dei certificati un diritto di proprietà. Il detentore è dunque realmente il proprietario dell’oro acquistato che può rivendere come preferisce.