Risparmiare con il Car Sharing

Il car sharing è l’utilizzo a tempo dell’automobile. E’ particolarmente conosciuto nel nord Europa e in America dove l’utilizzo dell’automobile condivisa è già entrata a far parte delle abitudini comuni. Nel nostro Paese il car sharing si sta progressivamente affermando nelle grandi città. I numeri sono tuttavia ancora bassi e talvolta i costi troppo alti. Vediamo in cosa consiste. Il car sharing è un servizio simile al noleggio corto termine. Invece di noleggiare l’automobile per un week end o per una settimana, il car sharing consente il noleggio per poche ore. In questo modo, chi ha l’esigenza di muoversi occasionalmente in città può noleggiare l’automobile per poche ore senza dover acquistare una seconda automobile. Il risparmio sui costi fissi è notevole. Chi noleggia un’automobile in car sharing non deve anche pagare l’assicurazione, il bollo, la manutenzione, il box, il garage ecc. Tutti questi costi sono sostenuti dalla società di car sharing. Chi noleggia un’automobile car sharing deve solo pagare la tariffa di utilizzo e provvedere al carburante. In molti casi è anche incluso il pieno di carburante. A chi può convenire? Chi ricorre al car sharing è normalmente anche proprietario di un’automobile ma si trova nell’impossibilità di utilizzarla. Ad esempio perché l’automobile di famiglia è usata da altri familiari, è in riparazione oppure è ferma per il blocco della circolazione. Il car sharing conviene per tragitti occasionali oppure per muoversi liberamente in città nei momenti di blocco del traffico.

Come funziona il car sharing
Supponiamo che un cliente interessato al car sharing debba spostarsi in giornata dal punto A al punto B della stessa città.
Prenota l’automobile al servizio car sharing indicando le caratteristiche dell’auto.
Si reca al centro più vicino per prendere possesso dell’automobile.
Utilizza l’automobile, spostandosi in città per tutto il tempo necessario per spostarsi dal punto A al punto B.
Una volta terminate le commesse, l’automobilista riconsegna l’auto al centro car sharing e paga soltanto le ore del suo utilizzo

Vantaggi del car sharing
Il car sharing presenta i seguenti vantaggi
L’automobilista non paga il prezzo di acquisto del veicolo.
L’automobilista non paga i costi fissi del veicolo (assicurazione, bollo, manutenzione, garage ecc).
Si paga soltanto il tempo in cui si utilizza il mezzo.

Svantaggi del car sharing
I principali svantaggi del car sharing:
Poco diffuso in Italia. Sono ancora pochi i centri car sharing nelle città italiane.
Burocrazia. Almeno all’inizio occorre perdere tempo per compilare moduli e iscriversi al servizio.

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Come Determinare la Capacità di Acquisto di Immobili

Prima di acquistare un immobile è consigliabile avere una piena consapevolezza della propria capacità di acquisto. Risulta essere molto importante non esaurire completamente i fondi nell’acquisto dell’immobile. Il rischio di fare il passo più lungo della gamba è sempre alto in questi casi. Se si dispone di un budget di 200 mila euro si tende a pensare che la propria capacità di acquisto comprenda immobili fino a questo valore di vendita. In realtà, spesso ci si dimentica che il prezzo di vendita di un immobile è soltanto una parte del costo totale. Oltre al prezzo dell’immobile occorre tenere in mente le imposte sull’acquisto, le spese notarili, le eventuali spese di adattamento o di ristrutturazione dell’immobile, le piccole riparazioni agli impianti da effettuarsi necessariamente prima del trasloco dei mobili ecc. Senza contare le spese impreviste. Queste ultime sono le peggiori in quanto si presentano nel momento in cui non si dispone più di liquidità per affrontarle.

Risulta esserequindi saggio assumere un atteggiamento di prudenza e mantenere sempre un margine di sicurezza. Se si sta per acquistare un immobile (es. appartamento) è preferibile pensare di disporre soltanto il 75% del proprio capitale e valutare l’acquisto dell’immobile entro questa capacità di spesa. Se, invece, si sta per acquistare un terreno con l’intento di edificare un immobile è opportuno limitare la capacità di spesa del terreno al 25% del proprio capitale per lasciare sufficienti fondi per procedere alla successiva costruzione dell’edificio. In conclusione, evitare di esaurire interamente i propri fondi per coprire il prezzo di vendita dell’immobile. Saper misurare il passo in base alla lunghezza della gamba è l’unica tecnica per non cadere in situazioni spiacevoli.

Come Diventare Ufficiale Giudiziario

L’ufficiale giudiziario un professionista dotato di grande autonomia che si preoccupa di eseguire i provvedimenti assunti dal giudice civile e penale.

Le sue funzioni sono rigidamente regolate dal codice civile e di procedura civile. E’ un professionista con alti livelli di responsabilità in quanto: si occupa dell’istruttoria legata agli atti di notificazione ed avvia tutti quei provvedimento e atti di competenza in maniera diretta.

Nell’ordinamento italiano l’ufficiale giudiziario è un funzionario, ausiliare del giudice e del pubblico ministero, addetto all’ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti (UNEP) istituito presso ciascuna corte o tribunale ai sensi dell’art. 3 del R.D. 12/1941.

L’Ufficiale Giudiziario si preoccupa inoltre di notificare tutti quegli atti relativi a materie civili e penali. Si preoccupa di curare le procedure che riguardano la riscossione dei crediti erariali e rilascia anche la certificazione di insolvibilità del debitore; applica il protesto alle cambiali e certifica gli elenchi dei titoli protestati. Redige inoltre i verbali e documenta ogni sua attività.

Uno dei ruoli molto importanti per l’Ufficiale Giudiziario è quello di formatore: può infatti occuparsi di formare altri professionisti del settore.

Svolge dunque compiti molto delicati, legati all’osservazione di precise regole deontologiche tra cui essere libero da qualsiasi forma di condizionamento e segreto d’ufficio. Deve inoltre essere scevro da qualsiasi parzialità nel giudicare.

Per diventare ufficiale giudiziario, occorre innanzitutto essere laureati in Giurisprudenza o Scienze Politiche o Economia e Commercio e partecipare ad un concorso pubblico che si svolge in varie fasi, due prove scritte e un colloquio orale
Per quanto riguarda lo stipendio, in base a questa guida sull’ufficiale giudiziario presente su Professioniecarriere.com, parte da 20000 euro per arrivare a un massimo di 30000 euro con l’avanzare della carriera.

Asimmetria Informativa nella Vendita – In Cosa Consiste

L’asimmetria informativa indica una situazione in cui l’informazione non è conosciuta allo stesso modo da due soggetti. Dedichiamo una pagina all’asimmetria informativa poiché, nonostante il termine sia poco conosciuto, si tratta in realtà di una situazione molto comune quando si acquista qualcosa.

Esempio di asimmetria informativa
Nei libri di economia politica l’asimmetria informativa è spiegata con il classico esempio del venditore di auto usate. Il venditore conosce il reale stato di un’automobile usata mentre il potenziale acquirente ha pochissime informazione. Ad eccezione dello stato della carrozzeria l’acquirente non ha informazioni sullo stato del motore o della meccanica del veicolo. Non avendo tutte le informazioni non può giudicare se il prezzo di vendita è giusto oppure meno. D’altro canto un venditore razionale non ha alcun motivo per cedere all’acquirente tutte le informazioni sul veicolo.

Asimmetria informativa nei processi di vendita
Quello del venditore di auto usate è solo un esempio (per fortuna esiste anche la garanzia di un anno del venditore sulle auto usate) che si utilizza per spiegare l’asimmetria informativa. In qualsiasi transazione o trattativa esiste sempre un venditore, un acquirente ed un bene/servizio in vendita. Poco importa se il bene in vendita consiste in un’auto usata, un cellulare o altro. E’ importante ricordare che in tali casi un consumatore non ha mai tutte le informazioni sul bene in vendita e spesso nemmeno le competenze tecniche per valutarle. Si trova quindi in una condizione di inferiorità rispetto al venditore che, dal canto suo, conosce alla perfezione pregi e difetti del prodotto ed è in grado di utilizzare diverse tecniche di vendita sulla base della tipologia del cliente che ha d’avanti. Vediamo qualche consiglio utile per ridurre l’asimmetria informativa:

Cercare informazioni sul prodotto. Prima di recarsi ad un negozio o iniziare una trattativa è necessario documentarsi sul bene/servizio che si vuole acquistare e sulle esperienze altrui. Si può chiedere un consiglio ad amici più esperti del settore o semplicemente ricercare nei vari forum online le esperienze positive e negative degli altri consumatori. In altri termini, prima di acquistare è necessario capire cosa si sta acquistando e saper leggere e comprendere le caratteristiche tecniche del prodotto.
Preparare una lista di domande reale e una falsa domanda. Preparare una lista di domande da porre al venditore per dirimere alcuni dubbi. Tra queste inserire anche una “falsa domanda” di cui si conosce già la risposta e porla al venditore per valutare la sua competenza e la sua onesta. Ad esempio, una domanda del genere “è vero che l’autonomia di questo cellulare è di 7 giorni in stand-by?”. Se il venditore confermerà questo dato mentre nelle caratteristiche tecniche del prodotto è indicata un’autonomia nettamente inferiore, è chiaro che ci si trova d’innanzi ad un venditore poco competente oppure interessato soltanto a concludere la vendita senza troppi scrupoli. Da evitare.
Non acquistare mai d’impulso. E’ una vecchia regola universale da non dimenticare. Prima di acquistare un bene o un prodotto è consigliabile prendersi 24 ore per pensare e riflettere. L’acquisto d’impulso è un comportamento irrazionale di cui spesso ci si pente. Risulta essere preferibile prendere del tempo e fare un giro in diversi negozi ponendo le stesse domande a diversi venditori per capire di più sul prodotto ed infine scegliere dove acquistarlo. Mai avere fretta.

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Come Funziona l’Acquisto a Rate

L’acquisto a rate (o credito rateale) è una forma di credito in cui l’acquirente effettua l’acquisto di un bene dilazionando nel tempo il pagamento del prezzo di acquisto tramite le rate. Generalmente l’acquisto a rate ha luogo in presenza di un pagamento iniziale di una parte del prezzo e da una restante parte rateizzata nel tempo. Ogni rata è determinata in base al piano di ammortamento del credito e agli interessi dovuti.

A differenza della vendita a rate nell’acquisto a rate la proprietà del bene non passa dal venditore all’acquirente fin quando quest’ultimo non ha effettuato il pagamento finale. Nel contratto di acquisto a rate il bene costituisce una garanzia del prestito.

L’acquirente ha diritto all’uso del bene fin dall’inizio ma il venditore continua mantenerne la titolarità giuridica fino all’estinzione completa del credito. Soltanto al pagamento dell’ultima rata la proprietà giuridica del bene passa a tutti gli effetti all’acquirente. Un esempio tipico di acquisto a rate è il leasing.

Il periodo di pagamento delle rate è solitamente pianificato nel breve-medio periodo (12-36 mesi) con pagamenti rateali regolari nel tempo.